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Il progetto

Imago Tusciae è un progetto di archivio digitale on line della cartografia storica della Toscana (Italia), realizzato dal gruppo di lavoro del Laboratorio di Geografia del Dipartimento di Storia dell'Università degli Studi di Siena (al quale collaborano anche Cinzia Bartoli, Fortunato Lepore e Giovanna Tramacere).

Al momento, Imago Tusciae comprende 2023 documenti appartenenti a diversi fondi dell'Archivio di Stato di Siena, già consultabili off line (dal 2006) presso postazioni informatiche allestite nelle sedi dell'Archivio di Stato di Siena e del Laboratorio di Geografia. A queste cartografie si aggiungeranno presto le mappe (circa 2250) dell'Archivio di Stato di Grosseto, in gran parte già riprodotte digitalmente e schedate.

Il progetto è stato reso possibile da un finanziamento della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e da due Protocolli d'intesa triennali stipulati tra il Dipartimento di Storia e gli archivi di Stato di Siena e Grosseto, nell'ottica della sempre migliore conservazione e della valorizzazione del patrimonio documentario custodito in questi istituti.

Queste due grandi conservatorie raccolgono la parte più rilevante dei documenti relativi all'antico Stato Senese che, tra il Medioevo e l'Unità d'Italia, comprendeva grosso modo le attuali province di Siena e di Grosseto, cioè tutta la parte meridionale della Toscana. Si tratta di un patrimonio composto di figure quasi sempre manoscritte - poche sono le stampe prodotte in Toscana o altrove per motivi commerciali o celebrativi - disegnate a china e/o ad acquerello o a tempera. Tali rappresentazioni grafiche vennero costruite, nei secoli XIV-XIX, dalle istituzioni governative centrali o locali nell'ambito della Repubblica di Siena e del Nuovo Stato Senese che, dalla metà del XVI secolo, fece parte, con ampia autonomia amministrativa, del Granducato di Toscana fondato da Cosimo I dei Medici. Nel 1765-66 il Senese e il Grossetano furono trasformati dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena in due circoscrizioni (la Provincia Inferiore e Superiore Senese), dotate ciascuna di autonomia amministrativa, sempre all'interno dello stato granducale che scomparve solo nel 1859, alla vigilia dell'Unità d'Italia.

Da allora venne praticamente a cessare questa produzione cartografica promossa dallo Stato regionale (salvo alcune rappresentazioni locali redatte dagli uffici comunali e da quelli statali decentrati del Genio Civile), fino alla costruzione della cartografia di Stato - ovvero la Carta d'Italia alle scale di 1:100.000, 1:50.000 e 1:25.000 - ad opera dell'Istituto Geografico Militare negli anni '70-'80 del XIX secolo.

Una parte non trascurabile del patrimonio iconografico da noi considerato fu realizzata anche per conto di enti cittadini (ecclesiastici, ospedalieri e cavallereschi) e di famiglie della grande borghesia e aristocrazia di Siena, che possedevano cospicui beni fondiari e immobiliari come poderi, fattorie, tenute, opifici, abitazioni e botteghe. Altri documenti fanno riferimento ai non pochi feudatari toscani o stranieri che ebbero ingenti beni patrimoniali e, fino ai tempi del granduca Pietro Leopoldo (1765-1790), poteri di controllo giurisdizionale su centri abitati e circoscrizioni territoriali della Toscana meridionale.

Delle cartografie conservate negli Archivi di Stato di Siena e di Grosseto erano note fino ad ora le figure disegnate dall'ingegnere e architetto granducale Ferdinando Morozzi nella seconda metà del XVIII secolo (Francovich, 1976; Guarducci, 2008), la raccolta di mappe sciolte del fondo della magistratura dei Quattro Conservatori dello Stato Senese (Vichi, 1990) e un campione di carte di fondi diversi dell'Archivio di Stato grossetano esposte in una mostra nel 2001 (Barsanti, Bonelli Conenna, Rombai, 2001).

L'obiettivo finale è ambizioso: se il progetto incontrerà l'interesse e il sostegno delle istituzioni territoriali (Regione Toscana o sue Province), Imago Tusciae dovrà accogliere progressivamente la documentazione cartografica delle conservatorie dell'intera Toscana (archivi e biblioteche pubblici e privati), oltre a quella relativa alla stessa regione ma conservata altrove (in Italia e all'estero), al fine di creare un catalogo digitale il più possibile completo.

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Il progetto Imago Tusciae

La dispersione dei documenti cartografici

Tipologia e contenuti dei documenti cartografici storici

L'applicazione Imago Tusciae: i dati tecnici e i contenuti scientifici