Nella tavola sono raffigurate le planimetrie delle casette e del granaio di pertinenza della fattoria delle Cascine di Bientina. A sinistra sono rappresentate la piante del piano terreno e del piano a solaio dell’edificio situato in prossimità della casa di fattoria, nel quale si trovano le case che, da quanto si apprende dalle annotazioni, sono state abitate da Giuseppe Luperini, la vedova Petri, Ranieri Galassi e Domenico Gennai. Ognuna di esse viene indicata con diversa campitura di colore.
La più grande è quella abitata da Domenico Gennai e risulta composta da quattro stalle ed una cucina al piano terreno e due camere ed una soffitta morta al piano superiore. A destra sono riportate invece la pianta del piano terreno del granaio e quella dell’Osteria Vecchia, situati rispettivamente nel prato annesso alla fattoria delle Cascine e di fronte al ponte sulla Serezza. Il granaio, contiguo alla casa abitata dalla guardia Landi, è costituito da uno stanzone diviso in due da quattro archi, dove si trovano sei buche da grano. L’osteria, abitata da Domenico Guidi, è invece costituita da una stanza al piano terreno utilizzata come “bottega per il fabbro”, e due stanze simili a solaio. Appartengono alla casa anche un forno e un orto adiacente che confina con le terre annesse al podere di Codastine. In basso a destra si trova la dichiarazione di approvazione delle piante sottoscritta il 15 settembre 1779 da Casimiro del Rosso, che tiene a livello le casette ed il granaio.
Archivio di Stato di Firenze (6487 mappe)
Provenienza
Serie
Tomi
N° filza / volume
14
Titolo filza / volume
Volume Delle Piante Contenenti Le Tre Reali Fattorie Di Vico Pisano, Delle Cascine Di Bientina, e Delle Pianora Fatte Da Giovanni Caluri l’Anno 1779
N° carta
29
Autori
Autore:
- Anonimo (autore)
Descrizione fisica
Supporto
carta
Tecnica
china e acquerello
Dimensioni
altezza 475 mm, larghezza 755 mm
Orientamento
assente
Scala
Scala grafica
braccia 90 a terra fiorentine
Unità di misura
braccio a terra fiorentino
Scala numerica
1:25.100
Note
Compilatore
Cinzia Bartoli