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Archivio di Stato di Firenze

Compagnia poi Magistrato del Bigallo

Fondata nel 1244 dal frate predicatore Pietro da Verona per contrastare il diffondersi dell’eresia patarina, la Compagnia del Bigallo svolse attività di beneficenza ed assistenza. Ebbe in particolare il controllo di numerosi ospedali per pellegrini ed ammalati, come ad esempio quello di S. Maria del Bigallo sul monte dell’Apparita.
Nel 1425 fu accorpata alla Compagnia della Misericordia, venendosi così a costituire una nuova istituzione denominata “Capitani della Misericordia e del Bigallo” con sede nel palazzo edificato nel 1351 in piazza S. Giovanni dai Capitani della Misericordia, a cui venne affidata in via esclusiva la competenza assistenziale di orfani e trovatelli. Nel 1489 le due compagnie furono separate e nel 1542 una nuova riforma voluta da Cosimo I ne modificò la struttura organizzativa, portando all’istituzione del Magistrato dei Buonuomini del Bigallo. Tutti gli ospedali del granducato, ad eccezione di quelli di beneficio ecclesiastico o appartenenti ad ordini militari, furono sottoposti al controllo di questa nuova magistratura, a cui spettava la verifica dei conti e l’eventuale disposizione delle eccedenze economiche a favore dell’assistenza agli orfani.
Per l’accoglienza di questi ultimi fu aperto anche “l’ospedale dei derelitti” con sede inizialmente nell’ospedaletto dei Broccardi e successivamente nell’antico convento di S. Caterina, ceduto al Bigallo da Lodovico Covi nel 1591.
Con Motuproprio del 1 gennaio 1776 il Granduca Pietro Leopoldo dispose la soppressione del Magistrato, affidando l’amministrazione dell’orfanotrofio e di tutto il patrimonio ad esso appartenente al Regio Commissario.
Il fondo archivistico, che comprende la documentazione relativa all’attività della magistratura fino a tale data, fu consegnato nel marzo del 1861 all’Archivio centrale di Stato (poi Archivio di Stato di Firenze), mentre un secondo versamento fu effettuato nel 1989.
L’acquisizione di beni da parte del Bigallo, in seguito a donazioni, lasciti o soppressioni di compagnie religiose e corporazioni, ha fatto si che il materiale documentario che compone il fondo sia costituito anche da nuclei archivistici di natura diversa. In generale l’inventario compilato nella prima metà del XIX sec. segnala la presenza di: testamenti diversi, contratti, chirografi originali, fondazioni di spedali, memorie, lettere, obbligazioni e ricevute e libri di amministrazione. Indica inoltre sette volumi “in folio” contenenti piante, stampe, acquerelli e disegni.
Attualmente il materiale cartografico, suddiviso in otto tomi, costituisce la serie “Piante” del fondo denominato “Compagnia poi Magistrato del Bigallo”.
Ad eccezione dei tomi 4-I e 5-I costituiti da volumi rilegati, gli altri sono costituiti da cartelle contenenti un numero variabile di tavole.

Numero mappe in Imago Tusciae: 584

Imago Tusciae
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