Il “Ponte del Formone” era posto “per metà” nella Comunità di Abbadia San Salvatore e “per metà” in quella di Radicofani. Il fiume infatti fungeva da termine di confine tra i due territori. Esso era formato da due “cosce”, tre piloni “a scquarcia acque” e quattro ale, così come mostra la pianta eseguita dal Razzi in accordo con l’architetto Leonardo Vegni, perito rappresentante le sopraindicate Comunità. I due periti interpellati nell’occasione della ristrutturazione della fabbrica notarono alcune piccole corrosioni nei muri, nelle “ali” e nelle “pile”, ed altri piccoli lavoretti da eseguire qua e là. I periti stabilirono che le parti solide del ponte (cosce, piloni, ali, ecc.) una volta ritoccate avrebbero resistito per secoli mentre, al contrario la travatura, se non si fosse reperito legno di quercia o farnia, molto raro in quelle zone, non avrebbe retto per più di cinquanta anni. Esaminata quindi la struttura i due architetti si convinsero sull’opportunità di una sua totale rifondazione. Al termine della costruzione, una annuale tangente avrebbe garantito la manutenzione del ponte che “ridotto a decoroso aspetto presterebbe il sicuro servizio per ogni sorte di carriaggi nella Regia Romana”, Cfr. Quattro Conservatori 2088, ins. III: [Relazione sul Ponte del Formone], Florenzio Razzi, 1784, giugno 1.
Archivio di Stato di Siena (1375 mappe)
Provenienza
Fondo
Quattro Conservatori
Raccolta
Ponti Grandiosi
Serie
XV, Acque, Strade e Fabbriche Civili
N° filza / volume
1
Titolo filza / volume
Ponte di Pianella, Ponte dell'Orcia e Ponti Grandiosi
N° inserto
3
N° carta
26
Autori
Autore:
- Razzi, Florenzio (autore)
Descrizione fisica
Supporto
carta
Tecnica
china e acquerello
Dimensioni
altezza 196 mm, larghezza 272 mm
Orientamento
sud in alto
Scala
Scala grafica
Braccia 50 Toscane
Unità di misura
braccio fiorentino
Scala numerica
1:26.600
Note
Compilatore
Monica Stefanelli, Barbara Gelli e Giovanna Tramacere